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L'età che conta per correre
di Fulvio Massini
leta_che_conta_per_correre Il problema dell’età per correre la maratona è sempre più attuale, perché se da un lato assistiamo ad un sempre maggior numero di persone sui  40-50 anni ed oltre che vogliono correre la maratona, dall’altro si vede che non ci sono giovani.

Soprattutto  il numero di forti maratoneti, almeno fra gli atleti di razza bianca, è decisamente scarso.  Basta sfogliare la classifica di una qualsiasi maratona per vedere che ai primi posti  ci sono atleti africani in particolare  kenioti  ed etiopi. Vediamo di analizzare i particolari del problema.

I giovani. Pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata da parte di un Andrea Romei maratoneta dell’alto Valdarno che, stranamente, non mi chiedeva informazioni o delucidazioni sul  suo programma di allenamento, ma mi domandava se suo figlio di 15 anni  avrebbe potuto partecipare ad una mezza maratona. Sono chiaramente rimasto ben  impressionato dalla sua richiesta  testimonianza che sta rinascendo la voglia di correre anche nei giovani. Certo  il figlio di Andrea non  può pensare di correre per 21 km senza aver  fatto  un periodo di adeguato training organico e muscolare in modo da renderlo adatto a correre una distanza così lunga per la sua età. Il consiglio che ho dato ad Andrea è stato quello di far iniziare a fare atletica a suo figlio rivolgendosi alla società più vicina alla sua abitazione. A quell’età devono  infatti essere sviluppati  anche tutti gli aspetti neuromuscolari, coordinativi  oltre a quelli organici. La letteratura riporta casi di bambini che hanno corso la maratona, ma che non sono mai diventati dei grandi maratoneti: Andrea Thiessendi 8 anni 4:29’31” ; Mary- Etta Boitano 11 anni 3:01’00”; Lilly Ledbetter 12 anni 3:03’00”. Correre la maratona a questa tenera età non è sicuramente stato un aiuto allo loro crescita psico- fisica  tutt’altro può solo aver creato loro dei danni.  Negli ultimi anni però  stiamo assistendo al fenomeno inverso: i giovani non corrono, e soprattutto corrono poco quelli che praticano atletica. Siamo ancora schiavi dell’idea che uno diventa un forte  maratoneta solo dopo i 25 anni mentre prima deve “ velocizzarsi” : Questo comportamento genera dei maratoneti  “ vecchi” che arrivano a correre la maratona ormai “ usurati “ da allenamenti  troppo qualitativi. Una volta individuate in un soggetto  le caratteristiche aerobiche per poter correre la maratona è giusto svilupparle e fare in modo che un atleta possa correre la maratona a 21-22 anni.  Questo non significa, sia chiaro che l’atleta non debba comunque “ velocizzarsi”. Oggi non mancano certo gli strumenti ne da campo ne di laboratorio, ne tantomeno le conoscenze scientifiche  per capire se un soggetto ha le caratteristiche per poter correre ed essere un maratoneta. La difficoltà sta nel creare i presupposti di resistenza alla fatica sul piano fisico e mentale affinchè, una volta individuate le attitudini del soggetto a poter  correre  la maratona. Il dover incrementare, anche se in modo graduale, di anno in anno, il numero dei chilometri da percorrere, ma anche il dover sostenere allenamenti di elevata intensità o di media intensità richiede sia allenamento organico e muscolare senza però tralasciare il fondamentale aspetto dell’allenamento mentale che crea un certo impegno che i giovani di oggi pare abbiano poca voglia di sostenere. Un maratoneta  si costruisce negli anni, attraverso un adeguato aumento del numero dei km alla settimana, ma anche variando il tipo di  allenamento in modo da creare sempre nuovi stimoli affinchè l’organismo  diventi abile a correre nel minor tempo  possibile  i 42.195km Grande importanza dovrà essere data come affermano Antonio La  Torre  e Antonio Dotti, due grandi tecnici italiani,  anche all’allenamento muscolare che  dovrà essere calibrato sulla gara per la quale l’atleta si sta allenando, oltre che sulle sue caratteristiche. Un grande maratoneta sarà colui  che si porterà dietro un  patrimonio genetico adeguato che non dovrà essere sprecato  mettendolo in risalto troppo tardi. L’ambiente familiare e sociale, il gruppo, il rapporto con il tecnico saranno altri fattori fondamentali per  creare il futuro maratoneta. Il figlio di Andrea è partito “ con il piede giusto”, chissà forse fra qualche anno lo vedremo sul podio di qualche maratona, almeno così speriamo tutti.
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I maturi . Preferisco  definire con questo termine i podisti che ormai  iniziano la fase haimè discendente della propria vita. Tutti gli studi concordano  nell’affermare che se ti manterrai allenato rispetterai delle regole sul piano alimentare e non ti lascerai sopraffare dallo stress, rallenterai i tuoi processi di invecchiamento.  Non credere quindi di non riuscire più a migliorarti perché non  è vero. Non pensare però di poter riuscire a correre come o più forte  di quando avevi 20 anni perché saresti un illuso e ti faresti solo del male al fisico ed alla mente. Rimani quindi con i piedi per terra e vedrai che ti divertirai ancora moltissimo a correre . Voglio darti alcune dritte proprio perché  possa vivere nel migliore dei modi la tua passione che è anche  la ma: la corsa
Il recupero. Ti sarai  accorto con il passare degli anni che i tempi di recupero tendono a dilatarsi.  Accade infatti che le fibre muscolari si assottigliano, diminuiscono le riserve di glicogeno e l’afflusso di sangue ai muscoli  Quindi gli allenamenti di prove ripetute, di fartlek, a rimo medio, i lunghissimi  richiedo più tempo per essere recuperati. Se per esempio a 30 anni potevi permetterti di fare in una  settimana : prove ripetute brevi,  dopo due giorni prove ripetute lunghe e dopo due o tre giorni un medio o lunghissimo , oggi te lo scordi. Se lo fai ti trovi inevitabilmente  infortunato. Ora  potrai permetterti di fare  ripetute lunghe o brevi più lunghissimo o medio o dovrai dedicare gli altri giorni al riposo attivo ( da fare con bici o nuoto ) o passivo. Stesso discorso vale per le gare. Lo sto dicendo, scrivendo ormai da decenni che correre le maratone troppo ravvicinate può creare i presupposti affinchè si verifichi l’infortunio. Nella gara, anche la classica tapasciata domenicale c’è maggior stress, ovvero maggior produzione di adrenalina e noradrenalina, quindi tenderai a dare il meglio di te, ma senza avere la tua  “ carrozzeria “ adatta a sopportare il tuo impeto agonistico. Inoltre uno stress come un’arrabbiatura, una preoccupazione , una notte insonne ora che non sei più giovassimo hai più difficoltà a recuperarlo. Quindi se  ti senti stressato ed avevi programmato di fare le ripetute o comunque un allenamento impegnativo: lascia perdere,  vai a correre, se possibile in compagnia, senza pensare  al cronometro,al cardiofrequenzimetro, ma pensa solo a  quello che ti fa piacere. Ogni tanto dai un occhio all’orologio, giusto per non arrivare in ritardo a casa o al lavoro se ti alleni nelle pausa pranzo. Il recupero in  caso di infortunio diventa più lungo quindi non forzare i tempi, lasciati consigliare dai medico o dal fisioterapista. La ricaduta è in agguato, cerca di evitarla.
Il cuore. Ogni anno le pulsazioni massime diminuiscono di un battito al minuto e ciò avviene indipendentemente dall’allenamento.  Quindi certi livelli di prestazione di alta intensità sia in allenamento che in gara non è più possibile ottenerli. Quindi è giusto mantenere il cuore efficiente attraverso allenamenti di prove ripetute ma senza andare mai a cercare le pulsazioni massime  con allenamenti  intensi..
Le microfratture.   Con gli anni le ossa diventano meno dense, l’attività fisica riduce questo fenomeno, ma non lo risolve del tutto. Cerca sempre di correre con scarpe adatte alle tue caratteristiche e che non siamo troppo usurate soprattutto se corri sempre su asfalto.
La forza. Esercitare la forza dei muscoli delle gambe  e di  tutto il tuo corpo ridurrà il fenomeno della “sarcopenia” cioè la riduzione delle fibre muscolari.
Non ingrassare.  Con il passare degli anni la massa muscolare tende a diminuire, ed il grasso tende ad aumentare con le note conseguenze per tutto l’organismo. Quindi devi  avere un regime alimentare equilibrato, ma soprattutto devi allenarti con regolarità.

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Se pensavi, raggiunta una certa età, di poter “ vivere di rendita” utilizzando tutti i km fatti in precedenza ti sbagli. Per star bene  e già che ci siamo vivere  più a lungo possibile devi allenarti con regolarità inserendo anche esercizi di forza nel tuo programma di allenamento.