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Training Running On-line
 
Una esperienza

di Fabrizio

Fabrizio

- PRESENTAZIONI -

..Così, avendo valutato di aver probabilmente piuttosto ben recuperato dalla malattia della settimana precedente, ho alla fine deciso di correre la Firenze Marathon alla quale ero iscritto ormai da mesi.


La terza occasione di partecipazione, il terzo anno consecutivo. Con il desiderio di riuscire a correre meglio del primo anno e meglio del secondo. Correre il meglio possibile.

 

Perchè? Una domanda difficile. O facile, invece?

 

Giocare a cercar una cosa fatta bene, il meglio possibile. Correre.

 

Correre: si tratta di andare, lasciare un luogo e recarsi a visitarne un altro. Dal Piazzale Michelangelo a Porta Romana, al Duomo, alle Cascine. Spostarsi velocemente utilizzando le risorse che la vita ci offre. Qualcosa di così semplice, spontaneo che quando si è bambini lo si intraprende senza bisogno di insegnamento né esortazione.

 

Oggi un gioco, una festa in città. Persone, sorrisi, espressioni, emozioni. Io non vincerò la gara, mi diletto. Ho 44 anni e se anche ne avessi di meno e fosse un giorno in cui son ottimamente preparato, sarei comunque ben lontano dai primi, i più dotati. Comunque, veder di far meglio che posso. Accompagnato dall'impegno e volontà. Approfondimenti, preparazione, allenamento, dieta e quest’anno anche un pò di consigli dell’esperto.

 

Quest'anno è andata molto bene: sia l'esperienza che il risultato. Col senno di poi, attribuisco il successo in parte anche ad alcuni preziosi pareri ricevuti. Ed ad alcuni messaggi efficaci ed incisivi. Alcune idee per riconoscere le mie sensazioni, per trattare le percezioni durante la corsa.

 

Proverò a riferir qualcosa, anche qualche racconto, a tal riguardo.

 

- IL GIORNO PRIMA -

 

Sabato pomeriggio, la vigilia della corsa. Vado all'Expo, a prender il pettorale ed a prender parte all'"Imagery", un evento dove ci sarà una presentazione. So l'inglese ma cerco nel vocabolario la parola "Imagery" che non conosco. "Imagery"=Immagini. Forse mostreranno delle immagini, una animazione, un preview? Son curioso.

 

L'esperto parla. Gestire i muscoli. Non affannarsi in scatti, salti sui marciapiedi, curve strette: preservare la muscolatura. Alla fine, alle Cascine e poi in centro i muscoli chiedono il conto. Suggerimento che mi suona sensato, forse potrebbe esser prezioso.

 

Dopo questa premessa, eccoci proprio all'Imagery. Niente immagini. Ci è chiesto di chiuder gli occhi e rilassarsi. Le immagini e le sensazioni, le visioni si devon formare nella mente. L'esperto parla. Passa messaggi che son più di nozioni: suggeriscono sensazioni. Come mi sentirò durante la corsa. Cosa vedrò dopo 10km dopo 20km. E' il percorso. Come sarò rilassato, concentrato sullo stile e sentendomi bene, senza tensioni o stress. Arriverò alle Cascine, niente muro. Poi alla fine, starò bene ed aumenterò anche un pò il ritmo.

 

- Il GIORNO -

 

Domenica. Partenza. Quest'anno provo a seguire il consiglio. Vediamo. Rinuncio ai miei scatti e salti e curve strette in centro, marciapiedi in via Romana. Lungarno Torrigiani. Socchiudo un istante gli occhi e ripenso al giorno prima, cerco di sentire come il mio movimento è fluido, come lo stile è corretto.

 

Avanti, avanti. Via Aretina, ritorno, Mezza Maratona. Un pò d'acqua, un pò di banana. Socchiudo gli occhi, devo correr leggero, sciolto.

 

Cavalcavia dell'Affrico, ripenso all' "Imagery": salendo si rallenta, non importa se gli altri podisti passano. Muscoli rilassati, poi vedremo. In centro, il Duomo. Il pubblico. Sorrido. Via verso le Cascine. La corsa è fluida. Cascine: son veloce leggero. Socchiudo gli occhi. Quest'anno passerò le Cascine veloce. Finirò aumentando. Socchiudo gli occhi. Mi sento bene, tutto a posto. Colazione OK, alimentazione e rifornimenti OK. Acqua appena presa, prendo l'ultimo integratore, una bustina di sciroppo di zuccheri. Raggiungo e supero via via gruppi di podisti.

 

Rispuntano i pace maker verdi delle 3h:15 che mi avevan seminato alla partenza. Eccoli. Sto bene, son leggero. Guardo il GPS, ritmo a 4:30 min/km. Son al Ponte all'Indiano ed inizio a risuperarli. Via, via, socchiudo gli occhi, la mia corsa è fluida, come la rappresentavo il giorno prima all'"Imagery". Quest'anno non guardo i cartelli del km tornando dalle Cascine non m'interessa a che chilometro sono, di preciso. Sto bene, vado. Entro in centro. Ecco accelero ancora un pò di più. Più ritmo, sto bene. Son leggero e sciolto, fluido. Non sono rigido, al contrario: flessibile.

 

In progressione oltre il trentesimo e sempre di più fino alla fine. In centro il ritmo è ormai 4:23 min/km, credo.

 

Arrivo. Niente. 25km, 30km, Cascine, 35km, 40km. Niente.

 

Ecco, alla fine per me un grande risultato. Pur in condizioni tutt'altro che perfette, il mio personale sulla distanza migliora di oltre due minuti: 3h:14 e spiccioli.

 

Che soddisfazione. Ho corso più volte 42km in diverse città e non mi era mai accaduto di arrivar così bene e sempre più veloce.