| La mia maratona di Boston 2009 |
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di Fulvio Massini
![]() Avevo corso l’ultima maratona nel 2004 a Berlino, poi da allora per una serie di motivi non ero riuscito a trovare la giusta motivazione per rimettermi ancora una volta “a macinare chilometri“.
La decisione di correre una maratona nel 2009 l’ho presa nell’estate del 2008 durante uno dei miei Training Holidays all’isola d’Elba, per l’esattezza dopo aver fatto in un pomeriggio di agosto prima il giro di Monte Orello e poi a seguire il giro di Capostella, totale km 25 circa. Pensai subito a Boston perché conoscevo questa gara per aver accompagnato gruppi, per aver letto la storia del mitico John Kelly, che ha partecipato per 61 volte a questa maratona dal 1928 giungendo 58 volte al traguardo, vincendo nel 1935 e nel 1945, 7 volte secondo, 18 volte nei primi 10, ed ha corso la sua ultima maratona nel 1991 all’età di 83 anni.. Boston è anche la città un altro mitico personaggio: Bill Rogers più volte vincitore della maratona di Boston e di New York quest’anno anche lui in gara; inoltre essendo stato a Boston avevo capito quanto questa città amasse la propria maratona. L'entusiasmo dei maratoneti e della gente comune mi aveva contagiato e mi ero promesso di correrla almeno una volta nella vita. Quasi 30 fa, il 22 settembre del 1979 avevo corso la mia prima maratona quella del Mugello e avevo voglia di confrontarmi e cercare di rivivere almeno in parte le emozioni di quel giorno, in gara, ma anche in allenamento.
Nel settembre 2009 proposi a Claudio Caroni titolare di Born 2 Run agenzia specializzata in viaggi alle maratone, la mia idea di andare ad accompagnare un gruppo e di correre la maratona di Boston, così comincia a pensare sempre più concretamente che avrei corso nelle storia a “Boston”. La gara L'organizzazione l'ho definita "maniacale" ovvero perfetta. Passione profonda e professionalità di altissimo livello si fondono in modo impeccabile. Un esempio: i rifornimenti prima si trovano a destra poi dopo 100 m circa di vuoto si trovano a sinistra. Questo sistema permette di non avere mai affollamento al ristoro e consente a tutti di poter correre senza dover attraversare la strada per prendere il bicchiere con il rifornimento. II percorso è impegnativo, la discesa di inizio gara è molto più leggera di come appare nel profilo altimetrico; tanto per capirsi è meno pendente di quella che da piazzale Galilei porta verso Firenze nella maratona di Firenze. Fino a oltre la mezza maratona è un continuo di leggeri saliscendi. la salita più impegnativa è verso il 26 km. Si fa una curva e si sale per 300-400 metri su una salita di pendenza come quella di porta romana a Firenze, quindi non è ripidissima è molto corribile anche se impegna un po' i muscoli che a quel punto hanno fatto già un po' di km. Si prsegue poi su saliscendi leggeri fino al km 32 quando inizia Heart Break Hill ovvero la collina spaccacuore. E' bene chiarire che non si tratta di salita con pendenza del 20%, ma di 800 metri di strada con pendenza molto corribile, molto simile alla salita del Campeggio della Roma Ostia. L'HBH non è la salita più dura della maratona di Boston, si chiama cosi perchè, durante una maratona di Boston di tantissimi anni fa John Kelly proprio in questo punto, mentre era in testa alla gara venne superato da una altro podista che poi andò a vincere la gare. John ci rimase molto male ed allora si dice che "gli si spezzo il cuore". Dopo HBH continuano i leggeri saliscendi, dal 36mo km in poi c'è anche qualche tratto di pianura. L'ultimo saliscendi si trova nell'ultimo km poco prima di entrare in dirittura di arrivo in Boilston Strett. Il percorso richiede preparazione specifica sia muscolare che organica, le pulsazioni salgono e scendono di continuo, i muscoli devono sempre lavorare molto, sia per affrontare le salite che le discese. Per correre questa maratona è necessario allenare il cuore ed i muscoli ad essere molto elastici. Inoltre è di fondamentale importanza affinare una tecnica di corsa che permetta di spendere poca energia in salita e non accusare traumi nelle pur leggere discese. Non posso dire che il percorso è duro, non è certamente piatto, ma è comunque fattibile da tutti purchè allenati come per una qualsiasi altra maratona con leggeri dislivelli. Come mi sono allenato. Ho impostato il mio allenamento in relazione alle mie esigenze professionali ed a tutti gli impegni di questo periodo dell’anno. Ad allenarmi in modo specifico per la maratona di Boston ho iniziato i primi giorni del 2009, dall' 8 gennaio al 20 aprile ho perso 5 kg di peso ed ho controllato molto l'alimentazione. I lunghissimi che ho fatto sono stai: 26km a 5’21”min/km di media; 31km a 5’08”min/km di media, 36km 5’06”min/km di media, 38km a 5’17”min/km di media (3 settimane prima della gara) 26km con salite molto dure a 5’27”min/km di media (10 giorni prima della gara). Durante tutti i lunghissimi ho inserito tratti di saliscendi. Una curiosità: il lunghissimo di 36km fatto il 15 marzo l'ho corso ad una media di 5'06"min/km. La media della maratona è stata 5'06"min/km secondo più, secondo meno. Ho corso la Roma Ostia in 1:38 e la settimana dopo la Lago Maggiore Half Marathon in 1:35'26" dopo aver corso due giorni prima 16km a ritmo progressivo ed il giorno prima 10km a ritmo lento. Ho fatto solo tre volte prove ripetute: 2 volte 6 x 1km ed una volta 3x3 km. Due volte ho fatto 4x 1km a 4’45” rec, 1x 1km a 5’00” dopo un riscaldamento di 40’ Ho corso mediamente di 5 giorni alla settimana. Molto spesso ho corso su tracciato con saliscendi. Ho fatto una moltissimo stretching: 15’ la mattina + 5’ prima di partire per correre, 5’ immediatamente dopo l’allenamento e 30’ diverse ore dopo l’allenamento. Ogni mattina ho fatto addominali e due volte alla settimana potenziamento a carico naturale per le gambe. Mi sono dovuto fermare 5 giorni ad inizio febbraio per uno stiramento al bicipite femorale destro . Prima della gara. La colazione: 4 fette di pane integrale con miele ed un muffin. 60’ prima della partenza un a barretta Crunch Enervit. Insieme aglia mici del, mio gruppo abbiamo fatto 5-6’ di stretching del precorsa. Durante la gara Ho fatto la gara con un kinesiotaping sul bicipite femorale sinistro che mi sono fatto mettere dal fisioterapista del Training Cosultant Fabio come prevenzione. Ho usato i calzini della BV sport in allenamento, nel recupero, in gara. Mi sono fermato 4 volte: all’11, 5 ed al 26° per urinare al 16°km ed al 31°km per bere Gatorate (un intero bicchiere). Mi sono da subito concentrato sul ritmo della mia respirazione cercando correre sempre con il massimo de relax senza mai avere le mani tese, ma morbide. Ogni km ho controllato il messaggio del mio Garmin 405 che mi indicava il passaggio al km. La mente. Per gran parte della gara ho pensato di essere a correre insieme a voi che alleno, molte frasi, molte facce, molti racconti mi sono venuti in mente. Mi è sembrato di essere dietro la mia scrivania a rispondere alla vostre domande: stai rilassato, non partire forte, controlla la respirazione, risparmi in salita, lasciati andare in discesa, corri sulla stessa linea ecc… Mi sono ritrovato alla HBH ed allora sono cominciate ad arrivare le emozioni forti, quelli del passato, delle persone che mi sono state vicine, di voi che alleno. Mi è sembrato di avervi lì intorno a correre insieme a me. Vero il 40° l’emozione più forte, proprio come 5 anni fa a Berlino, il pensiero di mio padre, poi l’arrivo in Boilston Strett, insieme a tantissimo altri appassionati, come me, di questo stupendo modo Dopo 60’ dall’arrivo ero nella Hall dell’Hote Radisson a svolgere il mio lavoro. Questo era il risultato al quale tenevo di piu’ : Correre per star bene. Ecco i tempi di passaggio ogni 5 km in modo da rendervi partecipi: 5 km 25'16"; 10 km 50'46"; 15 km 1:16'38"; 20 km 1:42'16"; mezza 1:47' 44"; 25 Km 2:08'15"; 30 km 2:33'59"; 35 km 2:59'41"; 40 3:24' 19": tempo finale 3:05'08" I numeri parlano chiaro: non ho ceduto, ho tenuto fino all'ultimo metro. Dopo 5 anni mi sono migliorato di oltre 4' in una maratona più impegnativa di quella di Berlino, quindi, se questo è invecchiare, che passino pure gli anni Con gli amici del mio gruppo, Boston ce la siamo vista in lungo ed in largo compresa la corsa al Boston College insieme all'amico Fabio Schiantarelli che ci ha fatto fare anche il sopralluogo sulla HBH oltre a farci vedere la sua splendida casa. E’ stata una belle trasferta, ci siamo proprio divertiti, grazie ai miei compagni di viaggio e grazie a quanti mi hanno fatto i complimenti. Spero che anche voi possiate correre nella storia: alla maratona di Boston, vedrete sarà un emozione unica. |


